
Sita in una piazza vicina al gigantesco monumento equestre a Vittorio Emanuele II, la Chiesa del Gesù è certamente una delle creazioni tardo-rinascimentali più belle del mondo.
La facciata, di un bianco sporco, impressiona alla prima vista quando la si intrevede dalle vie che si immettono nella piazza. La grande chiesa è sempre stata il sogno di Ingnazio di Loyola, maestro dell'ordine dei gesuiti, che incaricò vari artisi dell'epoca nel proggettarla. Si conoscono infatti progetti di Mechelangelo del 1554. Ma i cantieri del progetto del vignola vennro aperti solamente nel 1568. Ma alla morte del Vignola la direzione passo a Giacomo della Porta che la ultimò. Infatti nel 1584 venne consacrata.
La chiesa è ad una navata, secondo i dettami della controriforma, con tre cappelle per lato e sormontata da una volta a botte. In corrispondenza dell'intersecazione col transetto dai bracci mozzati si alza la grande cupola con tamburo ottagonale.
La volta della navata fu dipinta da GiovanBattista Gaulli e raffigura il trionfo del nome di Gesù e l'estasi di Sant'Ignazio e a cui è dedicata un cappella stupefacente, ricca di materiali preziosi come l'oro. Oro, coloro predominante all'interno della chiesa. Altra cappella importante dal punto di vista artistico è quella dedicata al Sacro Cuore già di San Francesco d'Assisi.
La Chiesa del Gesù può essere considerata il punto di unione tra il tardo-rinascimento o Manierismo e il Barocco. L'esuberanza dei decori, tipica del barocco, è ancora placata dall'ordine e dalla compostezza rinascimentale e manieristica.
La facciata, con le due grosse volute che collegano il modulo superiore al modulo inferiore, ispirerà moltissime facciate del barocco ibleo. Tra le province di Siracusa e Ragusa si trovano capolavori del tardo barocco, con facciate gialle di arenaria ed enormi volute. Un esempio Modica, Ragusa o Palazzolo Acreide, ma non c'è una città iblea dove volute di arenaria gialla colleghino i moduli superiori a quelli inferiori. Inoltre un mio paragone particolare: quelle due volute mi ricordano i lati dei pilastri di un cancello di una vecchia e abbandonata masseria non ancora da me datata che vedo sul lato destro della strada che da Augusta conduce a Brucoli.
La Basiclica di San Giorgio, ModicacccccccccccccccIl Duomo di Augusta